La comunicazione aziendale interna è, oggi, molto più importante ed efficace di quanto si possa credere.
Le aziende spesso la sottovalutano o la utilizzano nel modo sbagliato.
Andiamo a fare un po’ d’ordine….
Partiamo con il dire che non necessariamente deve essere utilizzata solamente nei momenti di crisi o per annunciare novità e cambiamenti, ma, più in generale, può essere vista come uno strumento per creare un buon clima aziendale o un forte senso di appartenenza.
Uno dei principali utilizzi, infatti, è proprio quello di trasmettere a tutti i dipendenti e collaboratori gli obiettivi generali e i progetti dell’impresa per creare uno spirito di gruppo che cotraddistingua l’azienda e i suoi lavoratori.
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I nostri siti sono testati per funzionare su Internet Explorer 7(e 8, a breve), Safari 3.1 e su Firefox 3 (vero oggi 10 settembre 2008 ma se tra qualche mese, per esempio, Safari passa alla 4 ci adegueremo…)
Retrocompatibilità testate e garantite con sistemi obsoleti (per esempio Internet Explorer 6) si pagano il 10% del prezzo pattuito per il sito.
Per noi significa una mole di lavoro aggiuntiva. Ore lavoro che devono essere retribuite. E questo costa. Purtroppo non possiamo regalare ore lavoro perchè gli utenti dei siti dei nostri clienti non aggiornano il loro Browser gratuitamente
Il caso più frequente è quello di Internet Explorer 6, attestato attorno ad un 15% di navigatori.
Non c’è ragione perchè gli utenti rimangano ad Internet Explorer 6, se non il fatto che si trovino ancora su Windows 98 e Windows 2000 dove Internet Explorer 7 non si può installare. A differenza di Safari, Firefox e Internet Explorer 7 ed 8, Internet Explorer 6 soffre di oblescenza.
Internet Explorer 6 è un software reso disponibile il 27 agosto 2001 (più di 7 anni fa)
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quante volte vi è capitato di entrare nelle tristissime pagine che molti siti di aziende dedicano alle news? sezioni a volte vuote, a volte con l’ultima “novità” scritta mesi o anni prima….e anche quelle volte che vengono aggiornate con una frequenza più regolare raramente si trovano notizie che catturano la nostra attenzione: si limita all’utilizzo per avvisare della presenza in fiera o, raramente, per informare di un tal prodotto o normativa iso che si rispetta.
che barba.
che noia.
il grande vantaggio di un blog aziendale a latere del proprio sito web è che ci si libera dai vincoli “istituzionali” imposti dalla pagina delle “news” così come è stata finora intesa per dare la possibilità ai curatori di allargare il campo di intervento a novità di settore, informazioni su particolari ricorrenze (l’impiegato che si sposa è la classica notizia che contribuisce a “fare squadra” ma anche a dare un’immagine all’esterno di un’azienda dinamica e fatta di persone coinvolte nel loro lavoro).
il blog aziendale può contenere le foto della fiera, i ringraziamenti ad un fornitore, le notizie sull’ultimo cliente acquisito, i comunicati stampa, notizie informative sulle novità del settore….libero spazio alla fantasia…tutto quello che ipoteticamente potrebbe interessare a clienti, lavoratori interni, fornitori o – anche – ai concorrenti.
quanto costa un blog aziendale?
- utilizziamo come piattaforma wordpress che è gratis in quanto open source;
- ci appoggiamo ad un hosting professionale con mysql e php (100/200€ annui e un register.it va benissimo);
- il costo per la grafica e la creatività di un template wordpress 1.500 € (quella la facciamo noi!);
- configurazione ed installazione della piattaforma 300 € (anche questa una voce a carico di bang studio)
- istruiamo il personale che dovrà usarlo e popolarlo di dati (sennò un blog non ha senso) 300€
quindi…se non l’avete ancora fatto…che aspettate a chiamarci per avere maggiori informazioni sul vostro prossimo blog corporate?
Bang Studio Tel. 0444 671379
Fare la pubblicità di un’azienda o di un prodotto è una cosa seria.
L’elaborazione di un progetto pubblicitario e di un concept non è una realizzazione grafica di poche ore. Trattare l’argomento con sufficienza è molto rischioso perchè si rischiano gravi danni all’immagine di un brand (azienda o prodotto che sia) con conseguenze che possono essere fatali per la strategia commerciale.
Ogni pubblicità (dalla cartolina al sito web, dall’advertising al catalogo) è una manifestazione pubblica del brand che verrà sottoposto all’attenzione dei possibili compratori di un bene/servizio/prodotto.
La trasmissione del messaggio sbagliato e la conseguente identificazione, da parte del target della pubblicità, di immagini e valori che si discostano da quello che si vuole portare alla loro attenzione, è un’azione che se condotta con superficialità rischia di affossare un brand.
Ogni pubblicità deve essere trattata come un progetto complesso e ricco di variabili.
Un professionista della comunicazione, chi si occupa di strategie di comunicazione e di pubblicità, ha un grande rispetto del marchio che deve pubblicizzare.
Quando l’esperienza del pubblicitario si mette al servizio di un’azienda per trasformare valori e messaggi in concept pubblicitari e per declinarli su vari formati e mezzi c’è un’assunzione di responsabilità su quello che viene prodotto.
Se il titolare di un’azienda o il responsabile di una linea prodotto non tratta l’immagine pubblicitaria del proprio brand alla stessa stregua sta commettendo un grave errore ed è compito del professionista (serio) tentare di spiegargli questi concetti; elementari per chi si occupa di comunicazione tutto il giorno, ma spesso non così ovvi per chi è a digiuno dell’argomento.
Ecco perchè c’è un costo di ideazione dietro ad ogni progetto pubblicitario.
Un costo che dipende dall’esperienza e dal know-how del professionista, dell’importanza del lavoro e della responsabilità che il professionista si assume, oltre che dalla quantità di ore occupate per pensare al concept e da quelle occupate per realizzare il progetto grafico.
Non esiste nel vocabolario di un’agenzia di comunicazione “mi prepari una pubblicità per domani”. L’urgenza non esiste se si vuole realizzare qualcosa di veramente efficace e soprattutto condiviso.
Il cliente stesso deve essere infine pienamente consapevole dei pro e dei possibili contro del concept che si sceglie di adottare.
Fare la pubblicità è una cosa seria.
a quanti è capitato di dover cercare i corrispettivi dei colori ral per doverli riportare in quadricromia per qualche lavoro di grafica? ok, da oggi dovete cercare un po’ meno…riportiamo a seguito la tabella di conversione dei colori classici ral in rgb. sperando che questo serva ad altri per non sprecare troppo tempo…
-> tabella conversione colori
capita spesso di andare a presentare l’attività dello studio a piccole e medio aziende con le quali c’è un piccolo imbarazzo d’entrata. gli occhi degli interlocutori attendono l’inizio della presentazione con sospetto e diffidenza, in attesa di scoprire in che cosa realmente consista l’attività di una “agenzia di comunicazione”. Per alcuni siamo “quelli del sito web”, per altri “quelli della grafica”, per altri ancora “quelli della pubblicità” e via dicendo.
forse l’ultima è la definizione che più si avvicina alla realtà.
siamo “quelli della pubblicità” intendendo il termine “pubblicità” nella accezione più ampia del termine.
una agenzia di comunicazione si occupa, generalmente, di dare visibilità a qualcosa, di renderlo – ovviamente – “pubblico”, puntando i riflettori su un’azienda, un prodotto, una persona o un’idea.
per fare questo utilizzano i mezzi che di volta in volta sono i più adatti per intercettare “il pubblico” al quale il cliente si rivolge (con la sua azienda, il suo prodotto, con la sua idea…).
quindi si può decidere che per il nuovo prodotto x la scelta migliore è un nome che riesca a dargli identità (quindi il nostro lavoro consiste nel studiare il nome di un prodotto, di una azienda, di un’idea…),
un logo per farne identificare la linea (quindi il nostro lavoro consiste nell’elaborare le proposte grafiche che potrebbero identificare il prodotto, l’azienda, l’idea),
un sito web per dare visibilità mondiale (quindi il nostro lavoro consiste nello studiare una struttura dei contenuti per presentare al meglio il prodotto, l’azienda, l’idea…la costruzione dei contenuti da inserire nel sito, l’elaborazione di una proposta grafica in linea con l’immagine coordinata e lo sviluppo del sito con le tecnologie informatiche disponibili),
una campagna pubblicitaria su alcuni giornali di determinati paesi dove il mercato è più appetibile (quindi il nostro lavoro consiste nello studiare e nell’offrire la soluzione completa per l’immagine pubblicitaria del nostro prodotto, ditta, idea…con l’uso, a seconda del caso, di fotografi, illustratori, designer e altre professionalità che possono concorrere alla sviluppo dell’advertising)
un company profile o un brand identity cartaceo potrebbe essere uno strumento utile per la rete vendita (quindi il nostro lavoro consiste nell’ordinare i contenuti, abbinarli ad una grafica ed impaginarlo, seguendo il tipografo per la scelta dei materiali, del formato…anche in questo caso per fornire il prodotto finito al cliente)
una fiera per incontrare i distributori o i clienti (quindi il nostro lavoro consiste nello studiare la declinazione reale del concept del prodotto, dell’azienda o dell’idea e coordinare la buona riuscita dell’evento)
una cartolina o un invito per focalizzare l’attenzione sull’evento (quindi il nostro lvoro coniste nel trovare lo strumento più adatto per supportare le iniziative promozionali del prodotto, dell’azienda o dell’idea)
uno spot televisivo per raggiungere tutti i consumatori (quindi il nostro lavoro consiste nel mettere su camera le professionalità tecniche per la traduzione su video del concept e dell’immagine del prodotto, dell’azienda o dell’idea)
offrire dei siti con dei pacchetti grafico/contenutistici standard (100€-200€-500€ per sito) inserendo i testi e le foto che il committente si prepara da solo su una struttura preconfezionata e cambiando eventualmente pochi elementi su una gabbia grafica precostituita è una mossa commercialmente abile per vendere a poco prezzo qualcosa che non vale certamente così tanto.
mi spiego: studiato un concept grafico e sviluppato una sola volta, si può vendere a 100 aziende la stessa minestra massimizzando il profitto su quelle ore lavoro dedicate.
ma ogni attività di comunicazione deve servire al marketing di un particolare ente/azienda e non è una cosa da fare in serie e ripetibile.
è molto più difficile convincere un cliente a spendere 4.000 € che offrirgli una soluzione a 200 euro.
se siete orientati verso una soluzione poco costosa per il vostro sito il mio consiglio – da esperto – è: lasciate perdere: un sito che non vi rappresenti non vi serve.
in questo caso non avere un sito fa meno danni all’immagine della vostra azienda rispetto al risultato che potreste avere tra le mani.
per luca…
(Da wikipedia, l’enciclopedia libera)
la serigrafia è una tecnica di stampa con matrice, detta anticamente “crivellografia” per il fatto che l’inchiostro di stampa passava attraverso un “crivello” cioè una sorta di trama fittisima, inizialmente di seta, da cui l’etimologia. il procedimento base a un colore della serigrafia è pressappoco il seguente: tracciato il disegno o la scritta che si vuole riprodurre su un film di acetato, una sorta di pellicola plastica robusta e trasparente, si pone questo foglio sulla matrice costituita da una tela di seta sintetica e tesa su di un telaio, nel complesso denominato “quadro da stampa”, che a sua volta è già stata spalmata con uno strato di gelatina fotosensibile, distribuita con l’uso di uno strumento apposito.
si introduce poi il tutto (foglio con il disegno o la scritta e quadro sul quale è tesa la matrice) in un sacco “a vuoto” per garantire la massima aderenza tra i due elementi. a questo punto si illumina con una potente sorgente luminosa fortemente attinica (5000W), procedimento analogo alla impressione delle lastre offset.
il telaio che contiene la matrice viene lavato con un energico getto d’acqua tiepida per cui la gelatina stesa sulle parti che non hanno ricevuto luce perché soggiacenti alle parti colorate del disegno, viene sciolta e libera la trama del tessuto del quadro serigrafico.
asciugata la matrice si installa il telaio in una macchina serigrafica automatica, semi-automatica o manuale e, ponendo via via dei fogli di carta da stampa (che possono essere anche molto leggeri ed economici) si spande con un altro strumento in gomma detto “racla” il colore di stampa. dove la matrice è stata lavata il colore passerà e si imprimerà sulla carta. si può stampare anche su molti altri materiali ( alluminio, acciaio, plastiche magliette etc.)
serigrafie a più colori prevedono l’uso di più matrici (una per colore) e una grande precisione nella sovrapposizione delle immagini, ottenibile con la tracciatura di segni detti crocini di registro che consentono una stampa molto accurata.
la tecnica serigrafica normalmente produce immagini a campiture piatte e nette, è possibile ottenere effetti sfumati, usando tecniche e atrezzature più sofisticate. la stampa rimane leggermente in rilievo.
da wikipedia
nome della pagina: serigrafia
autore: contributori di wikipedia
editore: wikipedia, l’enciclopedia libera.
data dell’ultima revisione: 24 gennaio 2007 22:24 UTC
data della citazione: 24 dicembre 2007 15:22 UTC
link permanente: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Serigrafia&oldid=6579999
id della versione: 6579999
<- luca e josh ->
per definire al meglio cosa si intende per web 2.0 la cosa più facile è il raffronto con il web 1.0, ovvero ciò che non è più.
l’infrastuttura informatica continua ad essere la stessa, funziona tutto allo stesso modo, ciò che è cambiato è il modo di concepire i siti e come vengono offerti i contenuti.
dai sito con contenuti statici siamo passati ai siti con contenuti dinamici all’interno dei quali tutti possono scrivere senza avere conoscenze informatiche particolari. l’interfaccia per inserire le informazioni è estremamente semplice, e grazie a tecnologie proprie del web 2.0 l’ambiente ci risulta familiare come il programma word, con tutti i pulsanti per la formattazione, inserimento immagini ecc..
questo blog è un esempio di sito a contenuti dinamici che può evolvere indipendentemente dal suo creatore.
ma si è andati oltre: con il concetto di “wiki” ogni persona che naviga su quella pagina può arrivare a dare il suo contenuto, proponendo cambiamenti sulla pagina in essere, aiutando in questo modo la crescita di quel sito.
il ricorso massiccio alla tecnologia “open”, gratuita, sviluppata da migliaia di appassionati in tutto il mondo non è più una cosa da pochi cervelloni ingegneri informatici ma è una realtà che serve un numero crescente di persone ed enti. open office, neo office sostituiscono egregiamente la suite microsoft, siti per offrire contenuti dinamici come joomla e wordpress hanno livelli di sofisticazione e possibilità di interazione che i migliori programmi proprietari venduti da aziende private a decine di migliaia di dollari possono solo sognare.
con il web 2.0 la velocità di pubblicazione di una informazione e la sua indicizzazione nei motori di ricerca è immediata. si bruciano i tempi di elaborazione, tutti possono leggere e commentare, un sito web diventa parte della rete stessa sfuggendo al controllo di chi lo crea.
l’insieme delle attività per far entrare l’indirizzo web di una azienda tra i migliori risultati restituiti a seguito di una ricerca su un motore come google o yahoo.
molti imprenditori credono che il fatto di apparire al primo posto dopo una ricerca fatta su google digitando il nome della propria azienda, sia indice di un buon posizionamento. in realtà questo è valido solo per il nome dell’azienda: se la ricerca si sposta sui tipo di prodotti, anche aggiungendo l’area geografica di riferimento o altre notizie, la musica cambia: di quell’azienda sparisce ogni traccia.
posizionare un sito in una buona posizione sui principali motori di ricerca con le parole chiave di maggior interesse per il core business di una azienda, è un lavoro complesso e ricco di variabili che passa da un lato attraverso l’ottimizzazione del codice html delle pagine web affinchè gli spider dei motori di ricerca trovino con facilità le parole chiave, dall’altro verso un costante e continuo monitoraggio dei visitatori del sito, della loro origine, dello studio della parole chiave utilizzate ecc. per arricchire il sito dei contenuti ripondenti alle necessità del proprio pubblico di riferimento.
la strada migliore è il SEO (search engine optimization), un processo continuo di modifiche ed aggiustamenti fatti in funzione dei motori di ricerca e ai loro cambiamenti: il fine ultimo di questo interminabile lavoro è cercare di rendere appetibile il sito ai motori di ricerca sia dal punto di vista tecnico che contenutistico.
per avere un confronto con i risultati dell’attività, un passaggio essenziale è costituito dallo studio delle statistiche di accesso (percorsi, tempo di permanza dei visitatori, provenienza, parole cercate nei motori di ricerca…), comprensibili e leggibili in modo rapido grazie a strumenti come a php-stats o google analytics.
forma di pubblicità che vuole colpire determinanti e precisi target: un responsabile agli acquisti di una azienda, il potenziale cliente di un negozio, l’asiatico che viene a visitare la fiera. il contenuto del messaggio e il veicolo con il quale glielo si comunica sono studiati su misura per questo cliente o particolare tipologia di clienti (e-mail, sms, lettera tradizionale, telemarketing…).
a differenza di altri tipi di campagna pubblicitaria si misura la sua efficacia direttamente nello svolgimento dell’azione. non si considera direct marketing il contatto faccia a faccia del commerciale con il cliente.
il biglietto da visita di una realtà economica. si presenta generalmente come uno strumento cartaceo che promuove l’attività di una azienda presentandone la storia, la filosofia, i dati economici ecc…al fine di presentare una realtà economica ai possibili interlocutori istituzionali o di mercato.
insieme di pagine web, una struttura di documenti ipertestuali (con immagini, testi, collegamenti, suoni…) accessibili con un programma di navigazione (browser) tramite il protocollo world wide web sulla rete internet.
nella nostra visione il sito web è un raccoglitore di contenuti dinamici (a differenza di un catalogo, di una brochure, di uno spot radio o televisivo è interattivo: ci sono i link per saltare da un punto all’altro, si possono inviare e-mail, si può introdurre la possibilità di farsi chiamare con skype…).
questo significa pensare il sito web innanzitutto come un fornitore di servizi (intendendo “servizi” nell’accezione più ampia del termine).
10 anni fa quando una persona si avvicinava ad internet era colpita dal mezzo tecnologico e navigava “a caso” alla ricerca di stimoli visivi e di novità, cliccando veloce con il mouse e passando da un sito all’altro.
Oggi l’utente medio è maturato: una connessione c’è praticamente in ogni azienda e sono anni che siamo perennemente connessi 24 ore al giorno. non c’è più quindi il gusto della scoperta. oggi su internet cerchiamo informazioni che ci servono: le notizie del giorno, la programmazione cinematografica della nostra città e approfondiamo le trame dei film, orari di apertura di uffici e di ristoranti, di concerti e di meeting, andiamo ad informarci su un’azienda che ci ha contattato…
quando ci apprestiamo a costruire o a fare il restyling di un sito web bisogna sempre aver chiaro il punto principale: chi andrà a vedere il mio sito? cosa voglio dire a chi lo vedrà? come mi può servire? che messaggi voglio trasmettere e come potrebbe essere interpretato?
è l’attività aziendale diretta a far conoscere l’esistenza o ad incrementare il consumo e l’uso di un bene o un servizio. Le aziende fanno attività pubblicitaria principalmente (ma non solo) attraverso i mezzi di comunicazione di massa: giornali, radio, televisione, giornali, internet…
l’ideazione dei testi utilizzati nell’attività di comunicazione per trasmettere i messaggi al pubblico. se ne incarica generalmente un copy writer, figura che lavora all’interno delle agenzie di comunicazione, di solito in coppia con un art director.
la marketing communication è una attività mirata alla promozione di beni o servizi. premessa di questa azione è il marketing stategico che si basa sull’analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni: questo riguarda anzitutto l’individuazione, all’interno del mercato di riferimento, dei prodotti-mercato e dei segmenti già esistenti o potenziali.
di essi il marketing strategico misura l’attrattività in termini quantitativi, qualitativi (con riferimento all’accessibilità al mercato) e dinamici (con riferimento alla durata economica che è rappresentata dal ciclo di vita del prodotto).
tali operazioni consentono di sceglierere una strategia di sviluppo che colga le opportunità esistenti sul mercato (rappresentate sostenzialmente da bisogni insoddisfatti) e che, tenendo conto di risorse e competenze dell’impresa offrano alla stessa un potenziale di crescita e di redditività.
tutta la documentazione che parla dei prodotti delle aziende e della loro offerta
studio del mercato e del posizionamento di un nuovo brand per arrivare a definire il nome più adatto per competere in un determinato scenario.
a dispetto di quanto si può pensare è una delle attività che comportano il dispendio di tempo più grande: l’analisi dei nomi, degli slogan e dei payoff della concorrenza, il raffronti fonetici, lo studio dei sinonomi e contrari, la valutazione delle possibilità di una webstrategy sono attività indispensabili.
due cms open source (sistema per la gestione dei contenuti sviluppato da una comunità di sviluppatori che non appongono brevetti e proprietà intellettuali sulle sue componenti).jommla nasce nella seconda metà del 2005 da una scissione del gruppo di coordinamento degli sviluppatori di mambo (in pratica tutti passati a lavorare su joomla). oggi i due prodotti sono molto simili ma nei prossimi anni diverranno sempre più differenti, avendo team di sviluppo che percorrono strade distinte.
in campo pubblicitario è intesa come l’attività di comunicazione dell’istituzione (ente o azienda) volta soprattutto a promuovere l’istituzione stessa (e non i sui prodotti).
attività di una impresa volta a mantenere il contatto con il pubblico attraverso attività pubblicitarie di vario genere (cataloghi, pubblicità istituzionale, company profile, fiere, sponsorizzazioni…) in modo da tener viva l’attenzione sul suo marchio o sui suoi prodotti/servizi. Si divide in comunicazione istituzionale (che punta sul nome dell’azienda, la sua struttura e il suo marchio) e comunicazione di prodotto (incentrata sui beni e servizi offerti).
la revisione logica e stilistica di uno scritto che passa attraverso l’organizzazione contenutistica finalizzata al messaggio che si vuole trasmettere.
tecniche di comunicazione non convenzionali tese a massimizzare il risultato pubblicitario. si passa dall’utilizzo di internet (attraverso forum, mailing list, presenza sui newsgroup, concorsi ricchi premi con siti dedicati, email attack! ecc…) alle campagne di co-marketing più fantasiose, per arrivare all’utilizzo di strategie dedicate al fine di colpire singoli target/clienti.
cos’è il tatoo wall è una tecnica che permette il trasferimento diretto di una immagine qualsiasi su una qualsiasi parete verticale (purchè non si tratti di materiale friabile)
come funziona? per poter “dipingere la parete con la tecnica del tatoo wall, viene steso sul piano che riceve l’immagine uno specifico aggrappante che rende solidali i pigmenti cromatici con la parete ricevente. l’immagine da applicare viene stampata in modo speculare su una carta trattata in modo speciale e poi il trasferiemnto avviene per contatto.
cosa ne risulta? un effetto affresco che “dipinge” la parete stessa. qualcuno li definisce “affreschi digitali”.
quanto dura? la 3m, ditta produttrice delle pellicole, garantisce il lavoro per 10 anni se l’applicazione è all’interno, per 3 anni se è esterna.
pubblicazione utilizzata da una realtà economica o istituzionale (azienda, ente, comune…) per informare il personale interno di attività, risultai, obiettivi e trasmettere informazioni di vario genere a seconda del messaggio che si vuole trasmettere.
può essere un prodotto stampato su entrambi i lati di un unico foglio di carta, piegato in due metà in tre parti o in quattro (leaflet); oppure può essere costituito da un numero limitato di pagine ed impaginato come un libro (secondo le direttive dell’unesco, per essere considerato un pamphlet deve avere dalle 5 alle 48, senza contare la copertina). il contenuto è vario, a secondo delle necessità del marketing e sono importanti perchè non costa tanto produrli e sono facili da distribuire ai clienti.
nell’accezione comune è riferito a coordinamento stilistico e formale tra i vari materiali di presentazione di una azienda (biglietto da visita, carta intestata, carta fax, email…). in generale si riferisce all’omogeneità del messaggio che si trasmette al target/consumatore e che passa attraverso il coordinamento degli elementi grafici, stilistici, contenutistici e formali di tutto ciò che viene utilizzato per promuovere un brand o l’immagine corporate.
blog che pubblicano notizie ed informazioni su una azienda, su un distretto, su un settore, su una associazione di imprese o un particolare progetto di comunicazione. il blog diventa uno strumento di marketing e serve una particolare strategia di comunicazione, assumendo così dal marketing il linguaggio, lo studio della grafica in linea con l’immagine coordinata dell’ente e facendosi veicolo della sua pubblicità. generalmente viene gestito da professionisti che finalizzano gli aggiornamenti al progetto di comunicazione all’interno del quale il blog si inserisce.
è un foglio pubblicitario o un pamphlet dedicato alla pubblicità di un prodotto, di un servizio o di una azienda. generalmente con un formato leggero e poco ingombrante. il linguaggio è succinto e il design di impatto. nel suo più comune utilizzo è un singolo foglio stampato su entrambi i lati e piegato in tre parti.
traduzione in inglese della parola “pubblicità”. è la forma di comunicare al pubblico il proprio messaggio al fine di riuscire a vendere i propri prodotti, i propri servizi o per diffondere le proprie idee. l’azione pubblicitaria, nel campo della comunicazione, avviene spesso attraverso la creazione di un brand (prodotto/servizio/idea) per riuscire a valorizzarlo nel tempo.
il content management system – sistema per la gestione dei contenuti – è un programma installato su un server che permette di gestire “contentuti” (soprattutto testo, ma anche immagini o altro) di un sito web direttamente via web. una interfaccia per la gestione del sito, accessibile agli amministratori con un qualunque browser, rende semplice l’aggiunta di nuovi argomenti, funzionalità, organizzare o aggiornare la struttura esistente, cambiare velocemente l’impostazione grafica. è la soluzione da adottare obbligatoriamente quando ci si trova ad avere a che fare con grandi quantitativi di dati e necessità di aggiornamenti contenutistici frequenti.
tutta l’attività scritta inerente al marketing e alla comunicazione promozionale d’impresa.
letteralmente “marchio di fabbrica”. sul brand si fa leva durante una campagna pubblicitaria al fine di rafforzare la sua percezione presso il pubblico e creare un valore aggiunto all’offerta.
è un elenco di oggetti dello stesso genere. nel campo della comunicazione below the line, il catalogo è una rassegna/vetrina per i prodotti o i servizi di un’azienda.
colui che crea la struttura grafica di un sito web, sfruttando i punti di forza di questo mezzo rispetto ad altri media. si occupa dell’omogeneizzazione tra i contenuti e il messaggio da trasmettere e l’impatto grafico/visivo del sito.
è un società che offre soluzioni complete per l’attività di comunicazione di una entità fisica o giuridica, ovvero per tutte le azioni con le quali una azienda/un ente/un professionista fa conoscere la ua attività, i suoi servizi, i suoi beni al suo potenziale pubblico. generalmente le sua attività vanno dalla consulenza sulla strategia di comunicazione alla realizzazione pratica (pubblicità e attività di comunicazione sui vari media).
si occupa di organizzare la struttura per navigare all’interno di un sito, della divisione in sezioni, categorie e contenuti secondo la logica e la necessità del caso. con lo studio del flusso informativo si occupa della corretta disposizione dei contenuti all’interno delle pagine. con una similitudine si può immaginare il sito internet come un albero tutto ricoperto da foglie; il tronco e i rami sono l’architettura dell’informaziione. la forma dell’albero, delle foglie e i colori sono la parte grafica.
riferito alla produzione stampata, si tratta di un giornale di 1 o 2 quartini (4/8 pagine) contenente brevi articoli e notizie. Poche le foto, orientato soprattutto alle news. Può assumere forma digitale quando è esportato in formato .pdf e reso disponibile per il download da un sito.



